GIARABUB

 

Ricade in questo periodo l’anniversario della lunga battaglia tra le truppe italiane ed inglesi intorno all’Oasi di Giarabub.

Purtroppo tra le tante cose che si ricordano e si commemorano, pochi, e praticamente quasi mai le Istituzioni,  si ricordano dell’epica resistenza che i nostri soldati opposero alle meglio equipaggiate, meglio fornite e più supportate, anche dall’aria, truppe inglesi e australiane.

Per mesi nulla potettero,  né la superiorità dei mezzi, né gli inviti alla resa da parte dei britannici.

Gli iniziali 1300 uomini, ridottisi man mano a meno di 200, al comando dell’eroico colonnello Castagna, resistettero per mesi, con sacrifici di ogni genere, con accorgimenti  impensabili ed eroici, come ad esempio montare sui pochi automezzi a disposizione alcuni cannoni e mitragliatrici, così da creare colonne celeri motorizzate e armate, per far fronte ad eventuali attacchi da parte di autoblindo o mezzi corazzati.

Alla fine dovettero cedere, ma ebbero l’onore delle armi da parte degli inglesi, che  riconobbero lo spirito di sacrificio ed il valore dei nostri soldati splendidamente coadiuvati  anzi, direi integrati   dagli Ascari, soldati eritrei ed arabi che mi piace chiamare “nostri” soldati.

Il tenente colonnello Castagna (era stato promosso sul campo qualche giorno prima per merito di guerra), ferito al capo, fu prima portato in un ospedale inglese in Palestina e, dopo la guarigione, in un campo di prigionia in India, presso Bombay, dove passò sei anni prima di essere rimpatriato.

 

Un ricordo di questi valorosi si ebbe da parte del Parlamento italiano solo nel 1950 e poi sembra più nulla.

 

Noi vogliamo ricordarli con la canzone che ne celebrò il valore

 

LA CANZONE DI GIARABUB
Inchiodata sul palmeto – veglia immobile la luna
a cavallo della duna – sta l’antico minareto.
Squilli, macchine, bandiere, – scoppi sangue … Dimmi tu
che succede cammelliere? – E’ la sagra di Giarabub!

Colonnello, non voglio pane, dammi
piombo pel mio moschetto
c’è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.

Colonnello, non voglio l’acqua, dammi
il fuoco distruggitore
con il sangue di questo cuore
la mia sete si spegnerà.

Colonnello, non voglio il cambio,
qui nessuno ritorna indietro
non si cede neppure un metro
se la morte non passerà!”
Spunta già l’erba novella – dove il sangue scese a rivi…
Quei fantasmi in sentinella – sono morti, o sono vivi?
E chi parla a noi vicino? – Cammelliere, non sei tu?
– In ginocchio, pellegrino: – son le voci di Giarabub!

Colonnello, non voglio pane, dammi
piombo pel mio moschetto
c’è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.

Colonnello, non voglio l’acqua, dammi
il fuoco distruggitore
con il sangue di questo cuore
la mia sete si spegnerà.

Colonnello, non voglio il cambio,
qui nessuno ritorna indietro
non si cede neppure un metro
se la morte non passerà!”

Colonnello non voglio encomi,
sono morto per la mia terra…
Ma la fine dell’Inghilterra
Incomincia a Giarabub!!!

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